Museo e Fondazione

Carta e grafica: la cultura e la tecnica

Un Centro museale polivalente (www.valledellecartiere.it) dedicato al mondo della produzione cartaria: macchinari, processi produttivi, carte, ma anche storia degli insediamenti e stili di vita. Il progetto sviluppa il primo nucleo, "Uomini, macchine, paesaggi", fondato nel settembre 2002 grazie al dinamismo dell’Amministrazione comunale di Toscolano Maderno e all’entusiasmo del Gruppo Lavoratori Anziani della cartiera di Toscolano, con la volontà precisa dell’azienda di recuperare un patrimonio culturale importante.

Dalla piccola portineria dell’antico opificio di Maina Inferiore, il Museo, grazie ai fondi della Regione Lombardia, si è espanso, recuperando l’antico stabilimento adiacente. In questo modo possono essere ospitate anche una serie di attività connesse al mondo della carta, tra cui un piccolo centro di produzione che presenta i metodi storicamente utilizzati nella Valle e laboratori di rilegatura e di restauro del libro antico.

In occasione del Congresso dell’Associazione Italiana dei Musei della Stampa e della Carta, viene sancita ufficialmente la nascita della Fondazione Valle delle Cartiere (marzo 2007).

L’obiettivo della Fondazione è valorizzare il patrimonio di archeologia industriale della valle stessa, e con questo obiettivo gestisce il Centro e le sue attività; oltre al Comune di Toscolano Maderno, i soci della Fondazione sono: Burgo Group spa e il Gruppo Lavoratori Anziani della cartiera di Toscolano.               

Il Museo: il percorso della carta

Il Museo è articolato in alcune sale che raccontano il mondo della carta: la sua produzione, i processi, le macchine, ma anche l’ambiente, il tessuto sociale che ruotava intorno a questa industria.

La Sala della Memoria, attraverso pubblicazioni, documenti sulle cartiere locali, filmati e cartoline, ricostruisce un percorso di conoscenza di luoghi e produzione. Nella Sala del ricordo, alcune suggestioni: fotografie, pubblicazioni – tra cui una pubblicazione celebrativa riguardante la cartiera Maffizzoli negli anni Venti – la ruota in legno di un argano del 170, il modello di un rimorchiatore.

Nella Sala della fabbricazione è accuratamente riprodotto l’ambiente e il ciclo produttivo di una cartiera settecentesca.

La Sala della filigrana mostra alcune forme per la fabbricazione dei fogli di filigrana e alcuni macchinari dell’Ottocento.

All’esterno, nell’ex portineria, si trovano alcuni macchinari dei primi del Novecento: una calandra satinatrice per lucidatura del cartoncino; un cilindro olandese, che veniva usato per raffinare la pasta per la produzione della carta; una depuratrice, che entrava in funzione prima che l’impasto entrasse nella macchina continua; una taglierina e una molazza per la triturazione della materia prima.